Lo spread luce e gas è il corrispettivo che il fornitore aggiunge all’indice di riferimento di un’offerta indicizzata. Di solito è espresso in euro per kilowattora (€/kWh) per la luce e in euro per standard metro cubo (€/Smc) per il gas. Serve a capire una parte del prezzo applicato ai consumi, ma non coincide con il totale della bolletta.
Se trovi scritto “PUN + spread” o “PSV + spread”, la domanda utile è questa: quanto pago per i miei consumi, considerando anche la quota fissa e le altre condizioni? Vediamolo con numeri semplici.
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Cosa significa spread nelle offerte luce e gas?
Nel linguaggio dell’energia, lo spread indica una maggiorazione rispetto al riferimento di mercato previsto dal contratto. Non va confuso con lo spread BTP-Bund di cui parlano i notiziari: quello riguarda i rendimenti dei titoli di Stato, come spiega il glossario della Banca d’Italia.
| Fornitura | Riferimento frequente | Spread espresso in |
|---|---|---|
| Luce | PUN Index GME, secondo la formula contrattuale | €/kWh |
| Gas | Prezzo di riferimento collegato al PSV, secondo il contratto | €/Smc |
Il PUN Index GME è un indice di riferimento del mercato elettrico italiano. Nelle offerte ai clienti finali contano anche le modalità con cui viene utilizzato: per esempio il periodo di aggiornamento e l’eventuale distinzione per fasce. Per il gas devi verificare quale quotazione e quale conversione sono previste dalle condizioni economiche.
Per approfondire i riferimenti di mercato puoi consultare le pagine PUN oggi e PSV gas oggi di PolisEnergia. Il valore da applicare alla tua fornitura resta quello definito dalla formula del contratto.
Come si calcola quanto incide lo spread?
Se lo spread è un importo per unità consumata, il calcolo di base è:
Costo attribuibile allo spread = spread × consumi ai quali si applica
Esempio di spread luce
Immagina uno spread di 0,020 €/kWh applicato a 2.700 kWh in un anno:
0,020 × 2.700 = 54 € l’anno.
Questi 54 € rappresentano soltanto l’importo legato allo spread nell’esempio. Devi ancora considerare il prezzo indicizzato e le altre voci previste per la fornitura.
Esempio di spread gas
Con uno spread di 0,060 €/Smc e 700 Smc annui, il calcolo è:
0,060 × 700 = 42 € l’anno.
Sono esempi didattici, non prezzi di offerte PolisEnergia. Gli importi sono prima di IVA e imposte. Per la luce si assume che lo spread sia già espresso sulla base applicabile ai consumi indicati: le perdite di rete e il loro trattamento vanno verificati nel contratto, senza aggiungerle due volte.
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Spread e quota fissa: perché vanno confrontati insieme
Lo spread dipende dai consumi. La quota fissa del venditore, invece, si paga secondo la periodicità prevista anche quando consumi poco. Sono due elementi diversi, da leggere insieme. Anche le analisi di ARERA sui prezzi del mercato libero distinguono il costo fisso annuo dal costo per consumi.
Consideriamo due offerte luce completamente ipotetiche. Supponiamo che abbiano lo stesso indice, le stesse modalità di calcolo, lo stesso trattamento delle perdite e nessun’altra differenza di costo o sconto.
| Voce | Offerta A | Offerta B |
|---|---|---|
| Spread | 0,010 €/kWh | 0,025 €/kWh |
| Quota fissa del venditore | 120 €/anno | 60 €/anno |
| Spread su 2.700 kWh | 27 € | 67,50 € |
| Somma spread + quota fissa | 147 €/anno | 127,50 €/anno |
A questi consumi, l’offerta B ha una somma di spread e quota fissa inferiore di 19,50 € l’anno, pur avendo lo spread più alto. Non sono i totali delle bollette: il confronto isola soltanto queste due voci.
Cambiando i consumi può cambiare il risultato. Nell’esempio il pareggio è a 4.000 kWh/anno: entrambe arrivano a 160 € per le due voci considerate. A 6.000 kWh, A arriva a 180 € e B a 210 €. È il motivo per cui i tuoi consumi annui sono più utili di uno slogan sullo spread.
Spread fisso significa prezzo dell’energia bloccato?
No. In un’offerta indicizzata, uno spread stabile per un certo periodo non impedisce all’indice di salire o scendere. Per esempio, se lo spread resta 0,020 €/kWh ma il riferimento contrattuale aumenta di 0,030 €/kWh, la componente data dalla loro somma aumenta di 0,030 €/kWh, a parità delle altre condizioni.
Un’offerta a prezzo fisso può invece bloccare uno specifico corrispettivo per la durata indicata. Non significa che il totale della bolletta sia sempre uguale: cambiano i consumi e possono variare altre componenti. La distinzione tra offerte a prezzo fisso e variabile è illustrata anche da ARERA nella guida alle offerte PLACET.
Dove trovo lo spread nella bolletta e nel contratto?
Parti dalle condizioni economiche dell’offerta e dalla formula che determina il prezzo. La parola “spread” può essere accompagnata da termini come contributo al consumo o maggiorazione: controlla sempre l’unità di misura e a cosa si applica.
Per la bolletta elettrica, ARERA indica che il box dell’offerta riporta la formula del prezzo delle componenti contrattuali e i parametri applicati nel periodo. Per riconoscere le altre voci, usa anche la nostra guida alla lettura della bolletta luce e gas.
Cosa controllare prima di scegliere un’offerta
- Consumi annui: usa i tuoi kWh o Smc, non una famiglia tipo se non ti rappresenta.
- Indice e formula: verifica periodo, fasce e modalità di aggiornamento.
- Spread: leggi valore, unità di misura e durata delle condizioni.
- Quota fissa: riporta gli importi mensili su un anno per confrontarli.
- Altre condizioni: perdite di rete per la luce, ulteriori corrispettivi, servizi e sconti con i relativi requisiti.
- Spesa complessiva: consulta i documenti e confronta stime costruite sullo stesso profilo.
Per un confronto tra offerte di diversi operatori è disponibile anche il Portale Offerte descritto da ARERA, che permette di valutare le proposte a partire dalle caratteristiche della fornitura.
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Domande frequenti sullo spread
Con spread zero pago soltanto il prezzo di mercato?
Lo spread zero riguarda quella specifica maggiorazione. Controlla se restano quota fissa del venditore, altri corrispettivi e componenti della bolletta: non equivale a una fornitura senza costi aggiuntivi.
Qual è uno spread conveniente?
Non esiste un valore che basti a stabilirlo per tutti. Confronta importi omogenei, quota fissa e consumi annui, come nella tabella: il numero più basso può non produrre la spesa minore.
Lo spread della luce si può confrontare con quello del gas?
Non direttamente: €/kWh e €/Smc misurano cose diverse. Valuta separatamente ciascuna fornitura e calcola gli importi sui rispettivi consumi.
Vuoi capire come funziona nella tua offerta?
Puoi partire da Kinetica luce e dalle offerte gas per la casa, oppure parlarne con PolisEnergia. Prima di scegliere, leggi condizioni economiche, durata e documenti contrattuali: il confronto utile è quello fatto sui tuoi consumi.