Le accise nella bolletta luce sono imposte sui consumi di energia elettrica. Per le abitazioni, l’aliquota ordinaria è 0,0227 euro per kWh, cioè 2,27 centesimi. L’importo dipende dai kWh soggetti a imposta: per alcune utenze domestiche residenti una parte dei consumi è esente.
Per capire quanto paghi, quindi, non basta moltiplicare tutti i consumi per l’aliquota. Servono anche residenza anagrafica, potenza impegnata e periodo fatturato. Vediamo come leggere questi dati e controllare il calcolo.
Cosa sono le accise sulla bolletta della luce?
L’accisa è un’imposta sul consumo: si esprime in euro per chilowattora. È distinta dal prezzo dell’energia previsto dall’offerta e dall’IVA, che viene calcolata in percentuale su una base imponibile in euro.
Il fornitore addebita l’accisa secondo le regole fiscali: non è una maggiorazione commerciale come lo spread luce e gas. Cambiare venditore non modifica, da solo, l’aliquota prevista per lo stesso impiego.
La tabella delle imposte sulle forniture elettriche riporta l’aliquota domestica di 0,0227 €/kWh e distingue i casi con esenzione. Questa guida riguarda le abitazioni: attività professionali e altri usi richiedono una verifica specifica.
Chi ha diritto all’esenzione sulle accise?
L’agevolazione domestica riguarda l’abitazione di residenza anagrafica con potenza impegnata fino a 3 kW. La soglia di base è di 150 kWh mensili esenti, con un meccanismo di recupero al crescere dei consumi.
| Tipo di utenza domestica | Trattamento dell’accisa |
|---|---|
| Residente, potenza fino a 1,5 kW | Esenzione fino a 150 kWh/mese; oltre questa soglia i kWh esenti si riducono progressivamente. |
| Residente, potenza oltre 1,5 e fino a 3 kW | 150 kWh/mese esenti; il recupero dell’esenzione inizia oltre 220 kWh/mese. |
| Residente, potenza superiore a 3 kW | Aliquota ordinaria su tutti i kWh, salvo eventuali altre specifiche agevolazioni. |
| Abitazione non di residenza anagrafica | Aliquota ordinaria su tutti i kWh, salvo eventuali altre specifiche agevolazioni. |
Il testo dell’articolo 52 del Testo unico delle accise, riportato in Gazzetta Ufficiale, prevede che ogni kWh oltre la soglia di recupero riduca di un kWh il quantitativo esente, fino al suo azzeramento.
“Prima casa” non basta come descrizione: per questa agevolazione conta la residenza anagrafica nell’abitazione della fornitura. Controlla anche che la potenza indicata nel contratto sia quella impegnata, espressa in kW.
Come si calcolano le accise: esempi per un contatore da 3 kW
La formula è:
Accisa = kWh soggetti a imposta × 0,0227 €/kWh
Consideriamo un’abitazione di residenza con potenza impegnata di 3 kW. Gli esempi si riferiscono a un mese intero e isolano soltanto l’accisa, prima dell’IVA: non sono il totale della bolletta.
| Consumo mensile | kWh esenti | kWh tassati | Accisa, arrotondata |
|---|---|---|---|
| 120 kWh | 120 | 0 | 0,00 € |
| 200 kWh | 150 | 50 | 1,14 € |
| 250 kWh | 120 | 130 | 2,95 € |
| 370 kWh | 0 | 370 | 8,40 € |
Perché con 250 kWh ne vengono tassati 130? Il consumo supera di 30 kWh la soglia di 220: i 150 kWh esenti diventano 120. Restano quindi 250 − 120 = 130 kWh tassati. Il calcolo è 130 × 0,0227 = 2,951 euro.
Con 200 kWh, invece, non è ancora iniziato il recupero: sono tassati soltanto 50 kWh. Una seconda casa con gli stessi 200 kWh avrebbe, nell’esempio ordinario, 200 × 0,0227 = 4,54 euro di accisa.
Non estendere la tabella a una potenza di 1,5 kW: in quel caso il recupero parte già oltre 150 kWh. Non usare neppure il solo consumo annuo diviso per dodici per verificare una fattura: la distribuzione dei consumi nel periodo può cambiare il risultato.
Accise e IVA: qual è la differenza?
Le due imposte si leggono insieme in bolletta, ma hanno basi di calcolo diverse:
- Accisa: si calcola sui kWh soggetti a imposta.
- IVA: per gli usi domestici elettrici è normalmente il 10% e si calcola sull’imponibile della fornitura, comprensivo dell’accisa.
La distinzione è descritta da ARERA nella guida alle voci di spesa; l’inclusione dell’accisa nella base IVA è spiegata anche nell’analisi RSE sull’anatomia del costo dell’energia elettrica.
Esempio didattico: se le componenti imponibili della fornitura prima dell’accisa valgono 60 euro e l’accisa è 4,54 euro, la base IVA è 64,54 euro. L’IVA al 10% è 6,45 euro, arrotondata ai centesimi. L’esempio non comprende canone TV, depositi o altre partite con trattamento distinto.
Dove trovare le accise e cosa controllare
Cerca la voce “Accise e IVA”, “Imposte” o il riquadro dedicato al calcolo delle imposte. ARERA indica che la bolletta espone aliquote, quantità e importi dovuti.
- Controlla indirizzo della fornitura, residenza e potenza impegnata.
- Leggi le date del periodo e i kWh fatturati, distinguendo letture effettive e stime.
- Individua i kWh assoggettati ad accisa: possono essere diversi dai consumi totali.
- Moltiplica la quantità tassata per l’aliquota riportata e confronta l’importo.
- Se ci sono ricalcoli, controlla anche i periodi delle fatture precedenti interessate.
Su una bolletta bimestrale non sottrarre automaticamente 300 kWh al totale: chiedi il dettaglio del calcolo per i periodi interessati, soprattutto con consumi elevati, mesi parziali o variazioni contrattuali. Per orientarti tra tutte le voci usa anche la guida PolisEnergia alla lettura della bolletta.
Domande frequenti sulle accise della luce
Se consumo meno di 150 kWh non pago accise?
Vale per l’agevolazione domestica descritta solo se hai la residenza anagrafica nell’abitazione e una potenza impegnata fino a 3 kW, riferendoti al corretto periodo mensile. In una seconda casa la stessa quantità è normalmente tassata.
Un’offerta a prezzo fisso blocca anche le accise?
Il prezzo fisso dell’offerta non determina l’aliquota fiscale. Per confrontare i costi commerciali leggi le condizioni economiche; per le imposte verifica il trattamento della tua utenza.
Perché l’accisa aumenta più dei consumi?
Per un residente fino a 3 kW può dipendere dal recupero dell’esenzione: oltre la soglia prevista aumentano i consumi e diminuiscono i kWh esenti. Confronta i quantitativi tassati, non soltanto i totali da pagare.
Cosa fare se l’importo non torna?
Chiedi al fornitore una verifica del calcolo indicando fattura e periodo interessato. Tieni a portata di mano il POD e i dati della fornitura; evita di condividere pubblicamente la bolletta completa.
Un dubbio sulla tua bolletta? Partiamo dai dati.
Se sei cliente PolisEnergia e vuoi chiarire una voce, contatta la nostra assistenza. Se stai valutando una nuova fornitura, consulta le offerte luce per la casa e i relativi documenti: per confrontarle servono consumi annui e condizioni complete, oltre alle imposte.
Fonti consultate il 22 ottobre 2026. Gli esempi sono illustrativi e arrotondati ai centesimi; per verificare la singola fattura occorre il dettaglio dei periodi e dei quantitativi tassati.